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domenica 15 gennaio 2017

Due strade trovai nel bosco e...



“… Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge può dire: “Non è beeeene!”.
Come ha detto Frost: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso… ”
(Frase tratta dal film “L’ATTIMO FUGGENTE”)

sabato 3 dicembre 2016

Alzare la voce...

Nuwara Eliya, Sri Lanka

C'è gente, c'è tanta gente, che divide, che spacca, gli umori, finendo quasi per nutrirsi delle capacità di essere fazioso. Terribilmente amato o terribilmente detestato come - secondo alcuni - dovrebbe essere nella competizione. Perchè - sempre secondo alcuni - la competizione è sfida estrema, è scontro e non confronto. E' l'impossibilità di leggere, all'interno di un racconto, le sfumature che accompagnano e scandiscono le parole. Alzare la voce serve troppo spesso ad affermarsi, accentuare se stessi serve troppo spesso a credere di facilitare così la definizione di se stessi. E' vero invece il contrario. Alzare la voce serve, molto spesso, a non farsi ascoltare, proporre la parte di sè meno sfumata è l'anticamera di un dialogho interrotto. (tratto dall'articolo "Quell'uomo che vive nei racconti di papà" di Alessandro Vocalelli pubblicato su Corriere dello Sport il due dicembre 2016)

giovedì 16 giugno 2016

Rispetta la vita...

"Avevo appena sette anni quando la passione del gioco mi conquistò. Una passione che io ho sempre chiamato "vita". Vita d'azzardo. Ma in fondo, piccolo Dani, cos'è la vita, se non un azzardo?"
Risposi con un lieve cenno di assenso. Non riuscivo a staccare lo sguardo dal suo: nei suoi occhi sfiniti brillava ancora la passione.
Una volta cresciuto, cominciai anch'io a giocare a poker. Ma era il gioco di mio padre, e non sarei mai stato più bravo di lui. Mi aveva insegnato tutto, ma io non sono mai diventato un asso. 
Cuori, quadri, fiori e picche erano la sua passione, non la mia.
Mi aveva insegnato una regola di base, valida per qualunque gioco: "Scommetti solo quello che non ti serve. E' fondamentale per evitare di rovinarti la vita, e di rovinarla a quelli che hai accanto. Rispettala sempre, sempre!" mi raccomandava.
(dal romanzo di Albert Espinosa, "Se mi chiami mollo tutto... però chiamami")

lunedì 6 giugno 2016

Era ampio l'arco teso...

Il cammino per accostarsi alla meta fu di una lentezza estrema. Passarono mesi, prima che fosse possibile anche solo attaccare seriamente il discorso e giungere ad una discussione sostanziale. Tanto erano lontani l'uno dall'altro, nonostante tutta la loro amicizia, tanto era ampio l'arco teso fra di loro! Un veggente e un cieco: così camminavano a fianco; e se il cieco ignorava la sua cecità, il sollievo era solo suo.
(brano tratto dal romanzo di Hermann Hesse "Narciso e Boccadoro")

domenica 22 maggio 2016

Lascia che ci sia dolore...


Chi afferma che la vita non ha alcun significato, che non vale la pena di viverla, non ha mai conosciuto l’amore. Parlando così, dimostra che la sua è stata una vita priva d’amore.
Lascia che ci sia dolore, abbandonati a questa sofferenza. Passa attraverso questa notte oscura e finirai per incontrare un’alba meravigliosa. Solo dal ventre della notte oscura il sole puo’ innalzarsi. Il mattino puo’ arrivare solo attraverso il buio della notte. 


(Con te senza di te, Osho)

venerdì 22 aprile 2016

Con te senza di te...


Mettiti al servizio dell’amore autentico, cioè dell’amore al suo livello più puro, dona, condividi tutto ciò che hai, e godi nel condividere. Non farlo come un dovere, perchè in tal caso tutta la gioia sparirebbe, e non pensare che stai facendo un favore all’altro, non pensarlo mai, nemmeno per un momento; al contrario quando qualcuno riceve il tuo amore, “tu” hai la sensazione di ricevere un favore. L’amore è grato di essere stato ricevuto. (Con te senza di te, Osho)

mercoledì 9 marzo 2016

Diventare appassionato, un tifoso...

Non ha importanza dove si è nati, quando come e dove si sono avuti i primi approcci con il calcio, per diventare appassionato, un tifoso. Il tifo è una malattia giovanile che dura tutta la vita. Io abitavo a Bologna. Soffrivo allora per questa squadra del cuore, soffro atrocemente anche adesso, sempre. (Pier Paolo Pasolini)

domenica 21 febbraio 2016

La tua vita diventa migliore...

Se non rendi la vita di qualcun altro migliore allora stai perdendo tempo. La tua vita diventa migliore solo rendendo migliore quella di qualcun altro. (Will Smith)

sabato 6 febbraio 2016

Cerco nei libri la lettera...

Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via. Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, nè che sia un classico: se non sono anch'io un pezzo dell'idiota di Dostoevsky, la mia lettura è vana. Perchè il libro, anche il sacro, appartiene a chi lo legge e non per il diritto ottenuto con l'acquisto. Perchè ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui... (dal libro "Alzaia" di Erri De Luca)

domenica 31 gennaio 2016

Stacca il cervello e...


Non importa quanto possa sembrare piccolo il tuo successo. Festeggia tutte le vittorie. Festeggia anche le vittorie di coloro che ti sono vicini. (tratto da "Stacca il cervello e goditi la vita" di Blair Singer)

lunedì 18 gennaio 2016

"I mediocri disprezzano il talento. Ci mancherai"



Con una toccante lettera, figlia di una stima infinita, l'allenatore del Trapani Serse Cosmi rende omaggio al suo ex giocatore Felipe Sodinha: "Con me hai giocato 213 minuti da applausi. Sono stati più belli di interi campionati disputati da altri"

"Il problema vero è che i mediocri hanno sempre detestato il talento, magari pensando che fosse un dono che avrebbero meritato solo loro. Magari perché hanno studiato tanto, si sono laureati col massimo dei voti, oppure hanno incarichi in società di calcio importanti dopo aver frequentato per anni i sottoscala più putridi del calcio nostrano. Invece no, il Padreterno regala questo dono pescando anche negli angoli più bui del nostro mondo" - afferma il tecnico, che poi continua -, Felipe sicuramente ha fatto degli errori, anche grandi, ma solo la sfortuna, intesa come infortuni seri (cinque operazioni), gli ha impedito di esprimere quello che avrebbe fatto felice non solo i suoi tifosi, ma tutti i veri amanti del calcio vero, quello della classe pura, della tecnica unica, di una fantasia disarmante. Ci mancherai Felipe".
Un abbraccio Felipe ed un consiglio: evita tour nazionali per salutare persone che oggi, solo oggi che hai detto basta, fanno finta di essere dispiaciuti. La maggior parte, non tutti per fortuna, sono gli stessi che ti hanno voltato le spalle ed ironizzavano (loro sì) sui tuoi 90 e passa kg. Cerca, se puoi, di regalare a tanti bambini la tua immensa classe, cercando di insegnargli qualche giocata delle tue...ed i mediocri torneranno a trovare un nuovo Sodinha su cui accanirsi e, magari così, a vincere le loro frustrazioni".
Perché nonostante tutto Sodinha in campo ha incantato. Anche chi non ha potuto utilizzarlo a dovere. Anche Serse Cosmi, appunto.
 

giovedì 7 gennaio 2016

Il bisogno di sentirsi...


Tuttavia quando giocavano a quel modo, era più per il bisogno di ‘sentirsi’, di accertarsi fisicamente l’uno dell’altro, piuttosto che per lottare veramente. Fra loro infatti non era mai servito stabilire chi fosse il più forte. Erano alla pari: così doveva essere. In ogni caso avevano il forte bisogno del reciproco toccarsi. Quando guardavano la televisione si rotolavano sul divano, oppure per terra sul tappeto, standosi addosso. Non riuscivano a stare fermi per più di cinque minuti. Si allungavano, si sdraiavano.

venerdì 6 novembre 2015

Se qualcosa mi consuma e mi invecchia...



Ho amici che non sanno quanto sono miei amici. Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me. L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità. Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici! Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza… Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero. Molti di loro, leggendo adesso questa “crônica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco. E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita. Se uno di loro morisse io diventerei storto. Se tutti morissero io crollerei. E’ per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita. E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo. A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere… Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici. Un amico non si fa, si riconosce. (Vinìcius De Moraes)

mercoledì 30 settembre 2015

La nostra fame non è solo di pane...




E in tutto questo impariamo che la nostra fame non è solo di pane ma anche di parole che escano dalla bocca dell’altro: abbiamo bisogno che il pane venga noi spezzato e offerto a un altro, che un altro ci offra a sua volta il pane, che insieme possiamo consumarlo e gioire, abbiamo sopratutto bisogno che un Altro ci dica che vuole che noi viviamo, che vuole non la nostra morte, ma al contrario, salvarci dalla morte.  (Enzo Bianchi, “Il Pane di Ieri”)

mercoledì 23 settembre 2015

Ma io corro come il vento che soffia...

Lo so che non mi crede se glielo dico, ma io corro come il vento che soffia. E da quel giorno, se andavo da qualche parte, io ci andavo correndo. (Dialogo tratto dal film "Forrest Gump" con Tom Hanks)


martedì 14 aprile 2015

La via giusta...

Opera di Joseph Sheppard  "Volleyball".


Mostro agli altri la via giusta: io l'ho conosciuta tardi e stanco del lungo errare. Grido: "Evitate tutto ciò che piace al volgo e che viene dal caso; fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna. Li credete doni della fortuna? Sono trappole. Chi di voi vuole vivere una vita sicura, eviti il più possibile questi beni vischiosi, che tradiscono, noi, poveri infelici, anche in questo: pensiamo di tenerli in pugno e, invece, ci siamo attaccati. (tratto da: "Lettere a Lucilio" di Lucio Anneo Seneca - Libro Primo, capitolo 8, paragrafo 3°)

sabato 4 aprile 2015

Mi vide, ne sono certo, perchè...

Per ultimo veniva il conte, che vedevo per la prima volta, un uomo dai capelli e dai baffi grigi, con una stella tempestata di brillanti che mandava bagliori all'altezza del cuore. Si fermarono un attimo, uniti, superiori, perchè la gente li guardasse a bocca aperta, forti di un diritto conferito loro da novecento anni di storia. Finalmente decisero di avviarsi ai loro posti. Il conte avanzò per primo, seguito dalla contessa, sulla cui bella testa danzava l'aurora boreale dei brillanti. Infine si mosse Konradin che, prima di sedersi, si guardò attorno, salutando con un cenno del capo le persone che conosceva con la stessa sicurezza del padre. Tutt'a un tratto mi vide, ma non diede alcun segno di riconoscermi, poi il suo sguardo riprese a vagare per la platea, si levò verso i palchi e tornò ad abbassarsi. Mi vide, ne sono certo, perchè i suoi occhi incontrando i miei, ebbero un guizzo da cui capii che aveva registrato la mia presenza. Poi il sipario si alzò e tanto gli Hohenfels che noi, appartenenti al volgo, precipitammo nell'oscurità fino al primo intervallo. (tratto dal libro "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman)

domenica 29 marzo 2015

Quando qualcuno ti fa un torto...

Quando qualcuno ti fa un torto, pensa subito quale era la concezione del bene e del male che egli aveva nel momento in cui ti faceva torto. Se farai così, proverai compassione di quell'uomo, e non ti sentirai più nè sorpreso nè adirato. Di fatto o hai anche tu la stessa concezione del bene o una simile, e allora non potrai che perdonarlo; oppure non hai la sua stessa concezione del male e del bene, e allora ti riuscirà facile essere indulgente nei confronti di uno che la pensa in modo così sbagliato. (Marco Aurelio Antonino, imoeratore di Roma, 121-180 d.C.)

venerdì 20 marzo 2015

Mi piaceva il suo corpo bagnato...

I giorni seguenti lei aveva il primo turno. Tornava a casa a mezzogiorno, e io marinavo regolarmente l'ultima ora per poterla aspettare sul pianerottolo davanti alla sua porta. Facevamo la doccia e poi l'amore, e poco prima dell'una e mezza mi rivestivo in fretta e furia e sparivo. A casa mia si pranzava all'una e mezza. La domenica, invece, si andava a tavola a mezzogiorno, ma di domenica anche il suo primo turno cominciava e finiva dopo. Io avrei fatto volentieri a meno della doccia. Ma lei era di una pulizia estrema. Faceva la doccia ogni mattina, e a me piaceva l'odore di profumo, di sudore fresco e di tram che lei riportava dal lavoro. Mi piaceva anche il suo corpo bagnato, insaponato; mi lasciavo volentieri insaponare da lei e la insaponavo volentieri, e lei mi insegnò a farlo senza vergogna, con grande accuratezza e una sicurezza naturale nel prendere possesso dell'altro. Anche quando facevamo l'amore lei prendeva possesso di me in modo naturale. (dal libro "A Voce Alta" di Bernhard Schlink)

sabato 14 marzo 2015

Mi piace l'assoluta semplicità...

Chris Mears

Mi piace l'assoluta semplicità, ecco cosa mi piace. Quando sei in scalata la tua mente è sgombra, libera da qualsiasi confusione: sei concentrato e, ad un tratto, la luce diventa più nitida, i suoni sono più ricchi e tu sei invaso dalla profonda, potente presenza della vita. (Jamyang Jamtsho Wangchuk, dal film "Sette anni in Tibet")