La società odia "l'adesione sociale", vuole la consuetudine, la disciplina, il movimento unico e omogeneo, l'ortodossia, ossia, il conformismo.
(W.N.P. Barbellion, pseudonimo di Bruce Frederick Cummings)
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giovedì 9 gennaio 2020
domenica 1 dicembre 2019
Ci fanno compagnia...
Il mare non sa niente del passato. Sta lì, non
ci chiederà mai di spiegargli nulla. Le stelle, la luna, stanno lì, e
continuano a illuminarci, brillano per noi. Che cosa vuoi che importi, a loro,
quello che è successo?
Ci fanno compagnia e ne sono felici.
(La Cattedrale del Mare – Ildefonso Falcones)
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lunedì 11 novembre 2019
domenica 27 gennaio 2019
Fu talmente improvvisa...
Hungarian Parliament.
Ritrovai
le labbra di lei appoggiate contro le mie. La cosa fu talmente improvvisa che
ci misi qualche secondo per capire cosa stesse accadendo e per decidere sul da
farsi.
Scelsi come mi sembrava fosse nel corso delle cose ed anche io la
baciai.
(Gianfranco Brevetto, Opus Reticulatum)
(Gianfranco Brevetto, Opus Reticulatum)
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martedì 15 gennaio 2019
Tenerla tra le mie braccia...
Opera di Pablo Picasso, "Pierrot seduto".
Si appoggiò a me e, quando chiusi gli occhi,
capii che tutto quello che desideravo era tenerla tra le mie braccia per
sempre. (Nicholas Sparks)
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martedì 8 gennaio 2019
Il sosia...
Esiste nell’uomo una realtà ineludibile e che riguarda il doppio (Il sosia), che assume sostanzialmente la forma di una vita segreta e inconfessabile,
a meno che non si faccia ricorso, alla scrittura letteraria, la fuga da se’ stessi è impossibile; un sosia ci accompagna sempre e comunque, inesorabile e implacabile, in ogni luogo e in ogni momento, al fine di convincerci della sua propria ineluttabilità.
(Essere Ricardo Montero, Gianfranco Pecchinenda)
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sabato 5 gennaio 2019
Il valore di un testo.
“Quando
in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre
immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo
allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro, scultura o monumento,
quel testo ti arricchisce non solo nell’immediato ma ti muta nell’essenza.” (Giulio
Einaudi)
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lunedì 31 dicembre 2018
Non mi lascerò andare.
Diventerò grande, accadranno tante cose e toccherò il fondo molte volte.
Soffrirò molte volte e molte volte mi rimetterò in piedi.
Non mi lascerò sconfiggere. Non mi lascerò andare.
(Kitchen, Banana Yoshimoto)
martedì 11 dicembre 2018
La nostalgia della felicità...
Ero felice, non ci si accorge mai di esserlo e
mi chiesi perchè l’assimilazione di un sentimento così benevolo ci trovi sempre
impreparati, sbadati, tanto che conosciamo solo la nostalgia della felicità, o
la sua perenne attesa. (Non ti Muovere,
Margaret Mazzantini)
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mercoledì 23 maggio 2018
L'ultima estate...
Era cresciuto a New Bern, ci aveva trascorso i primi diciassette anni della sua vita, eppure, quando pensava a quella cittadina, ricordava solo l'ultima estate, l'estate in cui lei gli era accanto.
Gli altri ricordi erano semplici frammenti, episodi sconnessi della sua infanzia e adolescenza, e ben pochi, forse nessuno, suscitavano in lui una qualsiasi emozione. (dal romanzo di Nicholas Sparks, "Le pagine della nostra vita").
Gli altri ricordi erano semplici frammenti, episodi sconnessi della sua infanzia e adolescenza, e ben pochi, forse nessuno, suscitavano in lui una qualsiasi emozione. (dal romanzo di Nicholas Sparks, "Le pagine della nostra vita").
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giovedì 4 gennaio 2018
Non dimenticarti di loro...
I
buoni libri sono i tuoi amici più gentili e silenziosi. Non dimenticarti di
loro nei momenti di avversità. Non ti abbandoneranno mai, neppure quando i tuoi
amici mondani lo faranno. (Paramhamsa
Yogananda, Come essere sani e vitali)
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lunedì 1 gennaio 2018
Cammina a testa alta...
Non permettere mai a niente e a nessuno di
fermarti. Cammina a testa alta. Non pensare che una missione, una strada, una
decisione è troppo grande per te. Per quanto lungo possa essere un viaggio, se
credi che sia quello giusto, intraprendilo. (Siba
Shakib, La bambina che non esisteva)
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domenica 31 dicembre 2017
Le buone abitudini mentali...
Oltre all’attività fisica, all’aria pura, alla luce del sole e alla corretta alimentazione, fra le regole per una vita sana e felice ci sono anche le buone abitudini mentali come i sorrisi sinceri, l’attività creativa, la concentrazione, il buon carattere e la frequentazione di buone compagnie. (Paramhamsa Yogananda, Come essere sani e vitali)
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venerdì 22 dicembre 2017
Una sofferenza cosmica...
Attraverso
l’arte ho imparato a sublimare la mia profonda sofferenza, una sofferenza
cosmica, grande come la cruna di un ago, ma potente oltre ogni misura. In essa
ogni più piccolo dolore umano, dialoga profondamente con la mia sensibilità.
Potrei essere straordinariamente felice e profondamente addolorato, e in tutto
questo sentire, l’arte è la mia fedele compagna.
(Stephen Littleword, “Piccole cose”)
(Stephen Littleword, “Piccole cose”)
sabato 15 luglio 2017
Nessuna voglia, nè di pensare, nè di conoscere...
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sabato 1 luglio 2017
Non baciare mai una ragazza che ti piace...
"Ho la netta sensazione che stiamo flirtando. Adesso non fraintendedemi. Flirtare mi piace come a chiunque altro, ammesso che questo chiunque altro abbia visto il suo migliore amico fatto continuamente a brandelli dall'amore. Ma non c'è niente che rompa le regole sullo starsene zitto e sul fregarsene quando flirtare (a parte forse quel momento incantevolmente orribile in cui passi oltre il flirtare, il momento in cui sigilli la distruzione del tuo cuore con un bacio). In effetti ci dovrebbe essere una terza regola:
1. Stai zitto.
2. Fregatene di (quasi) tutto.
3. Non baciare mai una ragazza che ti piace."
(tratto dal libro "Will ti presento Will" di Jhon Green & David Levithan)
1. Stai zitto.
2. Fregatene di (quasi) tutto.
3. Non baciare mai una ragazza che ti piace."
(tratto dal libro "Will ti presento Will" di Jhon Green & David Levithan)
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martedì 2 maggio 2017
Ora non cercarmi...
Cercami fra le righe di un foglio bianco.
Cercami tra i tuoi sogni più lontani.
Cercami in un tuo sospiro per chi avresti voluto amare.
Ora non cercarmi, alza il tuo sguardo al cielo...
Io sono qui... (Gianni Bella)
Cercami tra i tuoi sogni più lontani.
Cercami in un tuo sospiro per chi avresti voluto amare.
Ora non cercarmi, alza il tuo sguardo al cielo...
Io sono qui... (Gianni Bella)
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lunedì 19 dicembre 2016
Dobbiamo staccarci dall’ego...
Se vogliamo trovare porte aperte nella
vita, dobbiamo staccarci dall’ego e lasciarci vivere in quel luogo divino
chiamato “Spirito”.
Ci sono quelle che Lao Tzu chiama Virtù, che sono quattro.
La prima è la riverenza verso la vita, cioè il rispetto. La seconda è la
sincerità, che è molto più dell’onestà. La terza è la gentilezza, che si
manifesta come disponibilità. E la quarta è il soccorso, che si manifesta
offrendoci agli altri.
Queste sono le quattro virtù che Lao Tzu ci chiede di
fare nostre.
(dal film “The Shift”, Il Cambiamento,
Wayne W. Dyer)
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domenica 14 agosto 2016
Non basta soffrire, bisogna anche capire.
La depressione è il rogo dell'anima, l'abisso della mente, il nubifragio della coscienza.
Tre volte sono precipitato in questa fossa dei serpenti. E' peggio della follia di cui, chi ne soffre, può anche non rendersi conto. Churchill, che ne soffrì negli anni terribili della guerra, la battezzò il "cane nero". Giuseppe Berto, ghermito da questa spaventosa piovra intorno ai quarant'anni, la racconto ne "il male oscuro". Montanelli, che ciclicamente ogni vent'anni ne fu assalito, piombava nella più cupa disperazione (una volta a Villa Borghese, durante una delle nostre abituali passeggiate mattutine, mi abbracciò e mi disse: "Stavolta, la faccio finita").
Furono grandi depressi bipolari, che alternavano stati di angoscia cosmica a un'euforia quasi goliardica.
Depressi, ci trasformiamo, diventiamo altri. Viviamo struggendoci apparentemente senza motivo, un travaglio implacabile e senza fine. Tutto ci sembra perduto, tutto ci sembra inutile, tutto sembra infierire contro di noi. Ci specchiamo in noi stessi: solo vetri infranti. La paura ci invade. ci tormenta, ci tortura, ci stritola e non sappiamo perchè.
Cosa abbiamo fatto? Perchè ci è stata inflitta una punizione così crudele? Perchè? Il rovello non ci risparmia, psicomatizzandosi. Mali immaginari fanno da funesto corteo allo smarrimento dell'anima, che non sa più a chi chiedere soccorso. "La volontà - mi esortava mia moglie, mi esortavano gli amici - tendila fino all'ultimo palmo. E' un'arma infallibile. Ti aiuta a sconfiggere il "male oscuro", a domare il "cane nero".
Illusione. La volontà è malata, la più colpita da quel furore panico che ti flagella, incide nella tua mente gli aculei più sottili, più subdoli, quei pungoli che ti fanno urlare: "Basta, basta, non ne posso più. Voglio anch'io morire come Zweig, Koestler, Virginia Wolf, Hemingway, Jack London, Cesare Pavese, Primo Levi e tanti altri scrittori, artisti, scienziati".
Perchè non la fai finita? Ci vuole coraggio per farla finita. Non è un gesto di debolezza sopravvivere. Tu te ne rendi conto, e anche se questo coraggio ce l'hai, non ti spari, non t'impicchi, non ti butti dalla finestra, non t'imbottisci di Rembutal come Marilyn Monroe. Eppure, spezzando con le cesoie che ti offre Atropo, potresti uscire, uscire per sempre dal tenebroso tunnel.
A me questo coraggio è mancato. O, forse, mi è venuta meno la forza di alzarmi dalla poltrona dove, fissando il vuoto, intrattenendomi dalla mattina alla sera con gli spettri equivoci sfuggenti di quell'inferno immaginario che era dentro di me, mi investiva con le sue fiamme, mi ustionava con le sue braci. Basta, basta, basta! Che senso ha la vita se il prezzo è questo: un prezzo spropositato che non sarò mai in grado di pagare. Due soli medici possono lanciarti un'ancora di salvezza: lo psichiatra e il tempo.
La depressione non dimentichiamolo, ha spesso una matrice biochimica: un deficit di serotonina (un neurotrasmettitore vitale). Se non la reintegri subito con un farmaco ad hoc, dal vicolo cieco non esci come chi ha il diabete dovrà ricorrere all'insulina. Il tempo è un grande medico. Abbiate fiducia in lui, prima o poi farà il miracolo e voi tornerete come prima, meglio di prima.
Sappiate, sappiate tutti, anche i più nichilisti, che dalla depressione si viene fuori, si esce sempre. E' un male come tanti, ma diverso dagli altri: più insidioso e perfido. Non perdetevi mai d'animo, anche se l'animo sembra annientato dall'angoscia. Date un ordine spartano alla vostra vita e non sgarrate. Alzatevi sempre alla stessa ora, coricatevi sempre alla stessa ora. Se vi è possibile, fate lunghe passeggiate, meglio se sotto gli occhi della natura, da cui ogni linfa benefica sgorga. Se ci riuscite, leggete.
Le "Lettere di Lucilio" di Seneca vi saranno di immediato aiuto. Fatene tesoro, mi ringrazierete. Non dimenticate che tutto quello che succede, che ci succede ha una ragione. Alla resa dei conti, che puntualmente scandiscono la nostra esistenza, riscuoterete la mercede di tanta sofferenza.
(articolo di Roberto Gervaso pubblicato nella rubrica A tu per tu del Messaggero di agosto 2016)
Tre volte sono precipitato in questa fossa dei serpenti. E' peggio della follia di cui, chi ne soffre, può anche non rendersi conto. Churchill, che ne soffrì negli anni terribili della guerra, la battezzò il "cane nero". Giuseppe Berto, ghermito da questa spaventosa piovra intorno ai quarant'anni, la racconto ne "il male oscuro". Montanelli, che ciclicamente ogni vent'anni ne fu assalito, piombava nella più cupa disperazione (una volta a Villa Borghese, durante una delle nostre abituali passeggiate mattutine, mi abbracciò e mi disse: "Stavolta, la faccio finita").
Furono grandi depressi bipolari, che alternavano stati di angoscia cosmica a un'euforia quasi goliardica.
Depressi, ci trasformiamo, diventiamo altri. Viviamo struggendoci apparentemente senza motivo, un travaglio implacabile e senza fine. Tutto ci sembra perduto, tutto ci sembra inutile, tutto sembra infierire contro di noi. Ci specchiamo in noi stessi: solo vetri infranti. La paura ci invade. ci tormenta, ci tortura, ci stritola e non sappiamo perchè.
Cosa abbiamo fatto? Perchè ci è stata inflitta una punizione così crudele? Perchè? Il rovello non ci risparmia, psicomatizzandosi. Mali immaginari fanno da funesto corteo allo smarrimento dell'anima, che non sa più a chi chiedere soccorso. "La volontà - mi esortava mia moglie, mi esortavano gli amici - tendila fino all'ultimo palmo. E' un'arma infallibile. Ti aiuta a sconfiggere il "male oscuro", a domare il "cane nero".
Illusione. La volontà è malata, la più colpita da quel furore panico che ti flagella, incide nella tua mente gli aculei più sottili, più subdoli, quei pungoli che ti fanno urlare: "Basta, basta, non ne posso più. Voglio anch'io morire come Zweig, Koestler, Virginia Wolf, Hemingway, Jack London, Cesare Pavese, Primo Levi e tanti altri scrittori, artisti, scienziati".
Perchè non la fai finita? Ci vuole coraggio per farla finita. Non è un gesto di debolezza sopravvivere. Tu te ne rendi conto, e anche se questo coraggio ce l'hai, non ti spari, non t'impicchi, non ti butti dalla finestra, non t'imbottisci di Rembutal come Marilyn Monroe. Eppure, spezzando con le cesoie che ti offre Atropo, potresti uscire, uscire per sempre dal tenebroso tunnel.
A me questo coraggio è mancato. O, forse, mi è venuta meno la forza di alzarmi dalla poltrona dove, fissando il vuoto, intrattenendomi dalla mattina alla sera con gli spettri equivoci sfuggenti di quell'inferno immaginario che era dentro di me, mi investiva con le sue fiamme, mi ustionava con le sue braci. Basta, basta, basta! Che senso ha la vita se il prezzo è questo: un prezzo spropositato che non sarò mai in grado di pagare. Due soli medici possono lanciarti un'ancora di salvezza: lo psichiatra e il tempo.
La depressione non dimentichiamolo, ha spesso una matrice biochimica: un deficit di serotonina (un neurotrasmettitore vitale). Se non la reintegri subito con un farmaco ad hoc, dal vicolo cieco non esci come chi ha il diabete dovrà ricorrere all'insulina. Il tempo è un grande medico. Abbiate fiducia in lui, prima o poi farà il miracolo e voi tornerete come prima, meglio di prima.
Sappiate, sappiate tutti, anche i più nichilisti, che dalla depressione si viene fuori, si esce sempre. E' un male come tanti, ma diverso dagli altri: più insidioso e perfido. Non perdetevi mai d'animo, anche se l'animo sembra annientato dall'angoscia. Date un ordine spartano alla vostra vita e non sgarrate. Alzatevi sempre alla stessa ora, coricatevi sempre alla stessa ora. Se vi è possibile, fate lunghe passeggiate, meglio se sotto gli occhi della natura, da cui ogni linfa benefica sgorga. Se ci riuscite, leggete.
Le "Lettere di Lucilio" di Seneca vi saranno di immediato aiuto. Fatene tesoro, mi ringrazierete. Non dimenticate che tutto quello che succede, che ci succede ha una ragione. Alla resa dei conti, che puntualmente scandiscono la nostra esistenza, riscuoterete la mercede di tanta sofferenza.
(articolo di Roberto Gervaso pubblicato nella rubrica A tu per tu del Messaggero di agosto 2016)
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sabato 18 giugno 2016
E a quel punto feci una pazzia...
Recife, capitale dello Stato di Pernambuco, Brasile.
“Quante volte nella vita accadono cose che non ti aspetti, cose che nemmeno desideri che accadano. E accadde… E mi sentii fortunato e sfortunato al tempo stesso.
Avevo sbagliato valigia e, visto il contenuto, non c’era alcun dubbio sul proprietario… David. Era la sua valigia. E a quel punto feci una pazzia, tirai fuori dalla valigia i suoi indumenti e, piano piano, senza sapere perché, iniziai a indossare quegli abiti che conoscevo a memoria…"
(dal libro di Albert Espinosa "La notte in cui ci siamo ascoltati")
“Quante volte nella vita accadono cose che non ti aspetti, cose che nemmeno desideri che accadano. E accadde… E mi sentii fortunato e sfortunato al tempo stesso.
Avevo sbagliato valigia e, visto il contenuto, non c’era alcun dubbio sul proprietario… David. Era la sua valigia. E a quel punto feci una pazzia, tirai fuori dalla valigia i suoi indumenti e, piano piano, senza sapere perché, iniziai a indossare quegli abiti che conoscevo a memoria…"
(dal libro di Albert Espinosa "La notte in cui ci siamo ascoltati")
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