Mi lasciavo, in qualche modo, dirigere da lei,
mi comportavo come se fossi all’interno di un racconto del quale attendevo di
conoscerne il finale. Avevo la presunzione che tutte le storie contenessero un
senso e che, solo seguendole e attendendo le ultime pagine, questo senso
potesse rivelarsi. Io, mi comportavo come se fossi ormai parte di una trama.
Nulla di reale, mi facevo solo guidare da una persona sconosciuta.
(Gianfranco
Brevetto, Opus Reticulatum)
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sabato 28 dicembre 2019
venerdì 20 dicembre 2019
Vivrai di nuovo.
"Il mio principio è: vivi in modo che tu possa desiderare di tornare a vivere - com'è tuo dovere - poichè in ogni caso tu vivrai infatti di nuovo!"
(Friederich Wilhelm Nietzsche)
(Friederich Wilhelm Nietzsche)
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sabato 9 marzo 2019
La nobiltà.
Brooklyn Bridge, convergent lines photographic effect.
La nobiltà si divide in due categorie:
- quella che mantiene il rango, distaccata, educata, esclusiva, osservante, dignitosa;
- e quella che l'ha perduto: vuota, spiantata, snob, ignorante, spavalda, insolente e inconcludente.
(Roberto Gervaso)
La nobiltà si divide in due categorie:
- quella che mantiene il rango, distaccata, educata, esclusiva, osservante, dignitosa;
- e quella che l'ha perduto: vuota, spiantata, snob, ignorante, spavalda, insolente e inconcludente.
(Roberto Gervaso)
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martedì 25 dicembre 2018
domenica 24 giugno 2018
Dipingevo come Raffaello.
Pablo Picasso - Self-portrait.
A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino. (Pablo Picasso).
A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino. (Pablo Picasso).
domenica 3 giugno 2018
Spiegare è inutile...
Luis De Leon - French Fashion
Col tempo impari a tenerti le cose dentro, non perchè hai un carattere chiuso, ma perchè spesso spiegare è inutile.
Tanto alla fine le persone che ti capiscono veramente, sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla. (Antonio Curnetta)
Col tempo impari a tenerti le cose dentro, non perchè hai un carattere chiuso, ma perchè spesso spiegare è inutile.
Tanto alla fine le persone che ti capiscono veramente, sono quelle a cui non hai bisogno di spiegare nulla. (Antonio Curnetta)
venerdì 22 dicembre 2017
Una sofferenza cosmica...
Attraverso
l’arte ho imparato a sublimare la mia profonda sofferenza, una sofferenza
cosmica, grande come la cruna di un ago, ma potente oltre ogni misura. In essa
ogni più piccolo dolore umano, dialoga profondamente con la mia sensibilità.
Potrei essere straordinariamente felice e profondamente addolorato, e in tutto
questo sentire, l’arte è la mia fedele compagna.
(Stephen Littleword, “Piccole cose”)
(Stephen Littleword, “Piccole cose”)
domenica 5 marzo 2017
Le persone non si perdono mai...
Quadriportico della Basilica di San Paolo Fuori le Mura di Roma (Quartiere Ostiense)
Le persone non si perdono mai se le hai nel
cuore.
Puoi
perdere la loro presenza, la loro voce, il loro profumo.
Ma
ciò che tu hai da loro imparato, ciò che ti hanno lasciato, quello
non lo perderai mai. (Silvia Nelli)
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mercoledì 15 febbraio 2017
Aspettare il momento giusto.
Quando
non si sà che fare… quando si è resi sordi dal frastuono della vita, ed
accecati brutalmente dalle sue luci, quando si è confusi e ci si sente come una
barchetta di carta in un oceano in tempesta… bisogna essere capaci di fermarsi.
Sedersi
lì al margine, in bilico sul bordo di questa voragine onnivora che è la vita, e
fare una cosa che ormai non c’e più concessa: Aspettare! Aspettare il momento
giusto, o la cosa giusta, o la persona giusta, senza agguantare nella mischia
ciò che ci capita davanti!!! (S. Shan)
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sabato 30 aprile 2016
Nella vera amicizia...
Quelli
che abitualmente finiamo per considerare amici e amicizie in effetti sono
soltanto conoscenze e buoni rapporti annodati per qualche circostanza o
beneficio: sono questi che hanno collegato anime diverse.
Nella vera amicizia,
quella che intendo io, le anime si mescolano, si intrecciano, si confondono
l’una con l’altra in un legame così stretto da annullare e far dimenticare la
connessione che le ha unite.
Se qualcuno volesse farmi dire perchè volevo bene
a un amico, sento che potrei solo rispondere: perchè era lui, perchè ero io.
(Michel Eyquem de Montaigne, 1533-1592, filosofo,
scrittore, aforista e politico francese)
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sabato 19 marzo 2016
Volevo che si facesse presto giorno...
Quella notte alle quattro mi svegliai strangolato dalla paura, mi buttai fuori dal letto col sudore che si gelava addosso e corsi sul pianerottolo. Improvvisamente avevo sentito nella stanza la presenza di un estraneo, di un altro. La paura mi soffocava, ma rientrai dentro e accesi tutte le luci. Col cuore che mi saliva in gola, frugai sotto il letto, spalancai l'armadio e buttai per aria tutti i cassetti. Dov'era? Chi era? Cercai con tutte le mie forze di non perdere completamente il controllo, e aprii la finestra.
Non c'era nessuno, solo l'acqua delle fontane che cadeva nelle vasche e il rumore di passi dei guardiani sulla ghiaia. E a un tratto pensai che ero io quello che avevo sentito nel letto come un estraneo. Per tranquillizzarmi provai a ricordare qualche versetto della "Bhagavadgita", ma mi venivano sulla bocca solo parole insensate. Tremavo, e ebbi l'impressione di scorgere una faccia che rideva con gli occhi coperti da qualcosa che sembrava una maschera proprio dietro la mia spalla sinistra. Mi voltai di scatto per vedere meglio, ma non c'era più nessuno. Girai ancora per la stanza sudato e nervoso, finchè i piedi scalzi non cominciarono a farmi male, e verso le cinque caddi in un leggero assopimento.
Chi era? Non lo sapevo, e l'unica cosa che volevo era che si facesse presto giorno. (tratto dal libro "Di questa vita menzognera" di Giuseppe Montesano)
Non c'era nessuno, solo l'acqua delle fontane che cadeva nelle vasche e il rumore di passi dei guardiani sulla ghiaia. E a un tratto pensai che ero io quello che avevo sentito nel letto come un estraneo. Per tranquillizzarmi provai a ricordare qualche versetto della "Bhagavadgita", ma mi venivano sulla bocca solo parole insensate. Tremavo, e ebbi l'impressione di scorgere una faccia che rideva con gli occhi coperti da qualcosa che sembrava una maschera proprio dietro la mia spalla sinistra. Mi voltai di scatto per vedere meglio, ma non c'era più nessuno. Girai ancora per la stanza sudato e nervoso, finchè i piedi scalzi non cominciarono a farmi male, e verso le cinque caddi in un leggero assopimento.
Chi era? Non lo sapevo, e l'unica cosa che volevo era che si facesse presto giorno. (tratto dal libro "Di questa vita menzognera" di Giuseppe Montesano)
domenica 21 febbraio 2016
La tua vita diventa migliore...
Se non rendi la vita di qualcun altro migliore allora stai perdendo tempo. La tua vita diventa migliore solo rendendo migliore quella di qualcun altro. (Will Smith)
lunedì 15 febbraio 2016
Dire qualche parola ragionevole...
Ogni giorno dovremmo ascoltare una "canzone", leggere una bella poesia, vedere un bel quadro e, se possibile, dire qualche parola ragionevole. (Johann Wolfgang von Goethe, scrittore e poeta tedesco, 1749-1832)
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martedì 9 febbraio 2016
Amo la chiarezza.
Portone Collegiata di S.Michele Arcangelo di Solofra AV
Ateo? Intendiamoci bene, prete, una volta per tutte. Spiarmi, cercare di vedere nella mia anima, stare sempre in ascolto, guardare dal buco della serratura in fondo al mio spirito, cercare fino a dove vanno i miei dubbi, interrogare l'inferno, consultare il suo registro attraverso la sinistra fessura, per vedere che cosa nego e che cosa credo... Non prenderti questa pena inutile. La mia fede è semplice. Te la dico. Amo la chiarezza. (da Atti e Parole, 1852 di Victor-Marie Hugo)
Ateo? Intendiamoci bene, prete, una volta per tutte. Spiarmi, cercare di vedere nella mia anima, stare sempre in ascolto, guardare dal buco della serratura in fondo al mio spirito, cercare fino a dove vanno i miei dubbi, interrogare l'inferno, consultare il suo registro attraverso la sinistra fessura, per vedere che cosa nego e che cosa credo... Non prenderti questa pena inutile. La mia fede è semplice. Te la dico. Amo la chiarezza. (da Atti e Parole, 1852 di Victor-Marie Hugo)
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lunedì 14 dicembre 2015
Mancanza di originalità...
Ingresso Abbazia di S. Nilo Grottaferrata (RM)
Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità. (Khalil Gibran, poeta libanese,1883-1931)
Abbazia di San Nilo.
Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità. (Khalil Gibran, poeta libanese,1883-1931)
Abbazia di San Nilo.
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martedì 3 novembre 2015
Non sarò mai niente...
Opera di Tomasz Rut.
“Non
sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere essere niente. A parte
questo, ho in me tutti i sogni del mondo”. (Fernando Pessoa)
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giovedì 30 luglio 2015
Amo le virgole...
Amo le virgole. Detesto i punti e virgola. Non hanno nulla a che fare con il raccontare una storia. Ho smesso con le virgolette da un sacco di tempo. Non mi servono, e sembrano cacca di mosca disseminata sulla pagina. (Edgard L. Doctorow)
Scrivere è come guidare nella nebbia. Puoi vedere solo fino a dove arriva la luce dei fari. Ma vuoi comunque proseguire il viaggio fino alla fine. (Edgard L. Doctorow)
Quando scrivi un libro, non pensi in termini di critica. Non vuoi sapere troppo bene cosa stai facendo. Prima scrivi il libro, poi trovi una giustificazione. Il libro nasce come una conversazione in cui un interlocutore parla molto e un altro ascolta molto. (Edgard L. Doctorow)
1.2.3. Opere di Alexander Sulimov.
Scrivere è come guidare nella nebbia. Puoi vedere solo fino a dove arriva la luce dei fari. Ma vuoi comunque proseguire il viaggio fino alla fine. (Edgard L. Doctorow)
Quando scrivi un libro, non pensi in termini di critica. Non vuoi sapere troppo bene cosa stai facendo. Prima scrivi il libro, poi trovi una giustificazione. Il libro nasce come una conversazione in cui un interlocutore parla molto e un altro ascolta molto. (Edgard L. Doctorow)
1.2.3. Opere di Alexander Sulimov.
martedì 30 giugno 2015
Trattenuti sghignazzi sibilanti...
Opera di Gianni Bellini.
Guardandomi intorno mi accorsi che Ruskay's era un ristorante gay. I camerieri erano tutti gay, ed era gay anche l'onnipresente profumo di Windex usato per pulirli. I pavimenti piastrellati come una volta, le luci teatrali, gli scoppi di risate che si trasformavano all'istante in trattenuti sghignazzi sibilanti: tutto aveva un'aria piuttosto gay, anche gli uomini in T-shirt attillate a dispetto del freddo che faceva fuori, e io speravo solo che nessuno dei miei clienti mi vedesse lì. (dal romanzo di E. White "Jack Holmes e il suo amico)
Guardandomi intorno mi accorsi che Ruskay's era un ristorante gay. I camerieri erano tutti gay, ed era gay anche l'onnipresente profumo di Windex usato per pulirli. I pavimenti piastrellati come una volta, le luci teatrali, gli scoppi di risate che si trasformavano all'istante in trattenuti sghignazzi sibilanti: tutto aveva un'aria piuttosto gay, anche gli uomini in T-shirt attillate a dispetto del freddo che faceva fuori, e io speravo solo che nessuno dei miei clienti mi vedesse lì. (dal romanzo di E. White "Jack Holmes e il suo amico)
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martedì 23 giugno 2015
Eppoi tornò fuori inspirando...
Opera di Irina Karkabi.
Anna nuotava verso di lui e quando gli fu vicina Lorenzo le girò le mani attorno ai fianchi, strinse le natiche tra le mani, salì sulle anche e verso i seni e la baciò violentemente. Le morse il collo e la spalla e sentì il sale tra le labbra, la lingua bagnata e il collo bagnato e la strinse ancora di più contro di sè, premendo contro il seno forte come di un animale nel pieno della vitalità. Mentre lei sospirava, infilò la testa sott'acqua, la baciò ancora con violenza, spinse le labbra sull'ombelico e più giù divaricandole le gambe eppoi tornò fuori inspirando e lei gemeva e lui ricominciò a passarle la lingua sul corpo, ovunque, fin sotto le ascelle bianche e, mentre lei lasciava cadere la testa all'indietro, la prese con una mano tra le gambe. (tratto dal romanzo "Sono comuni le cose degli amici" di Matteo Nucci)
Anna nuotava verso di lui e quando gli fu vicina Lorenzo le girò le mani attorno ai fianchi, strinse le natiche tra le mani, salì sulle anche e verso i seni e la baciò violentemente. Le morse il collo e la spalla e sentì il sale tra le labbra, la lingua bagnata e il collo bagnato e la strinse ancora di più contro di sè, premendo contro il seno forte come di un animale nel pieno della vitalità. Mentre lei sospirava, infilò la testa sott'acqua, la baciò ancora con violenza, spinse le labbra sull'ombelico e più giù divaricandole le gambe eppoi tornò fuori inspirando e lei gemeva e lui ricominciò a passarle la lingua sul corpo, ovunque, fin sotto le ascelle bianche e, mentre lei lasciava cadere la testa all'indietro, la prese con una mano tra le gambe. (tratto dal romanzo "Sono comuni le cose degli amici" di Matteo Nucci)
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sabato 20 giugno 2015
Quel sorriso invadeva il mio corpo...
"Un sogno bellissimo che non avrei mai potuto immaginare in migliaia di sballi, vidi quella ragazza accanto a me che non era bella finché non sorrise, le ondate di calore che seguirono quel sorriso invadevano il mio corpo e uscivano per le punte delle mie dita come raggi multicolori, poi seppi che da qualche parte del mondo, da qualche parte, c'era l'amore anche per me...." (tratto dal film "The Basketball Diaries"-"Ritorno dal Nulla" con Leonardo Di Caprio "Jim Carroll")
1.2. Opere di Mel Odom.
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